Google Spam Update di agosto 2026: cosa colpisce e come restare in regola

Di Daniele Forciniti

Google Spam Update di agosto 2026: cosa colpisce e come restare in regola

Il Google Spam Update di agosto 2026 è partito ufficialmente il 18 agosto, è globale e vale per tutte le lingue. È il terzo aggiornamento anti-spam dell’anno e, attenzione, non introduce nuove regole: Google non ha annunciato nuove norme né un post ufficiale. In pratica affina solo i suoi sistemi automatici per individuare meglio chi viola le norme anti-spam che esistono già. Vediamo cosa colpisce, la differenza con i core update, tutte le pratiche considerate spam e cosa fare se il tuo sito è calato.

Cos’è il Google Spam Update

È un aggiornamento del sistema con cui Google individua i contenuti che ingannano gli utenti o manipolano i risultati di ricerca. Il rollout è iniziato il 18 agosto 2026 e, come dice Google stessa, può richiedere qualche giorno per completarsi. Riguarda tutte le lingue e tutte le aree geografiche, quindi anche l’Italia. Tre cose importanti da tenere a mente:

  • Nessuna norma nuova: le regole anti-spam sono le stesse. Cambia solo la capacità di Google di scovare chi le infrange.
  • Nessun elenco di obiettivi: Google non pubblica una lista di siti colpiti né un articolo di accompagnamento.
  • Terzo del 2026: arriva dopo l’aggiornamento di giugno, segno che il ritmo di questi interventi è costante.

Spam update e core update: non sono la stessa cosa

Qui casca la maggior parte delle persone, quindi mettiamola chiara. Il core update cambia il modo in cui Google valuta la qualità complessiva delle pagine: puoi calare pur non avendo fatto nulla di scorretto, semplicemente perché altri sono giudicati più utili di te. Lo spam update, invece, è più mirato: non ridiscute la qualità generale, migliora solo il rilevamento delle violazioni delle norme anti-spam. Tradotto: se il tuo sito cala durante uno spam update, molto probabilmente c’è qualcosa che rientra tra le pratiche vietate, non un semplice giudizio di qualità.

Cosa considera spam Google: tutte le pratiche vietate

Questo è il cuore della questione, ed è dove la maggior parte degli articoli si ferma a metà. Ecco l’elenco completo delle pratiche che Google considera spam, spiegate in modo semplice. Se ti riconosci anche solo in una di queste, hai trovato dove intervenire.

Pratica di spamIn cosa consiste, in breve
CloakingMostrare a Google una pagina e agli utenti un’altra, per ingannare sia gli uni sia gli altri.
Abuso di doorwayPagine o siti creati solo per posizionarsi su query specifiche, che poi portano l’utente a una destinazione meno utile.
Abuso di domini scadutiComprare un dominio scaduto e sfruttarne l’autorità passata per pubblicarci contenuti di scarso valore.
Contenuti compromessiTesto, pagine o redirect inseriti dagli hacker sfruttando falle di sicurezza del sito.
Testo e link nascostiContenuti invisibili agli utenti (bianco su bianco, opacità 0, fuori schermo) messi solo per i motori.
Parole chiave in eccessoRiempire la pagina di parole chiave o numeri in modo innaturale (il classico keyword stuffing).
Link di spamComprare, vendere o creare link in modo artificiale per manipolare il ranking.
Traffico generato automaticamenteInviare query automatiche a Google, per esempio fare scraping delle SERP senza autorizzazione.
Pratiche dannoseMalware, software indesiderato e trucchi come il blocco del pulsante Indietro.
Funzionalità ingannevoliSiti che promettono una funzione (unire PDF, generatori) ma non la danno e spingono su annunci.
Abuso di contenuti su larga scalaGenerare tante pagine di scarso valore, anche con l’AI usata male, solo per manipolare i ranking.
ScrapingPrendere contenuti da altri siti e ripubblicarli senza aggiungere niente di originale.
Abuso della reputazione del sitoPubblicare contenuti di terzi su un sito autorevole solo per sfruttarne il ranking (il cosiddetto parasite SEO).
Reindirizzamenti non ammessiMostrare a Google una cosa e reindirizzare gli utenti a un’altra, diversa e inattesa.
Affiliazione senza valore aggiuntoPagine con link affiliati e descrizioni copiate dal venditore, senza contenuto originale.
Spam generato dagli utentiSpam aggiunto da altri (commenti, forum, file, account), spesso all’insaputa del proprietario del sito.

Le altre pratiche che portano a penalizzazioni

Oltre allo spam vero e proprio, ci sono comportamenti che possono far retrocedere o rimuovere un sito dai risultati. Vale la pena conoscerli:

  • Rimozioni per motivi legali: molte segnalazioni valide (copyright, diffamazione, prodotti contraffatti) possono far retrocedere gli altri contenuti dello stesso sito.
  • Rimozione di informazioni personali: se un sito ha pratiche abusive legate a doxxing o immagini private diffuse senza consenso, Google retrocede i suoi contenuti.
  • Circonvenzione delle norme: chi prova ad aggirare le regole con nuovi sottodomini, sottocartelle o siti rischia provvedimenti ancora più ampi.
  • Frodi e attività fraudolente: fingersi un’attività ufficiale, mostrare dati falsi o attirare gli utenti con l’inganno.

Chi rischia di più con questo aggiornamento

Visto che l’aggiornamento migliora il rilevamento, a rischiare sono soprattutto i siti che usano scorciatoie. In particolare: chi ha pubblicato grandi quantità di contenuti generati con l’AI senza aggiungere valore, chi pratica il parasite SEO ospitando pagine di terzi solo per la reputazione del dominio, chi ha comprato domini scaduti per riciclarne l’autorità, chi ha costruito reti di link artificiali e chi lascia sezioni del sito piene di spam generato dagli utenti. Se non rientri in nessuno di questi casi, con ogni probabilità un calo dipende da un core update o da altro, non da questo spam update.

Cosa fare se il tuo sito è calato

Niente panico e niente decisioni affrettate. Ecco come muoversi con ordine:

  1. Verifica le date: confronta il calo con l’inizio del rollout (18 agosto 2026). Se coincide, è un indizio; se è di giorni prima o dopo, la causa può essere un’altra.
  2. Controlla le azioni manuali in Search Console: se c’è una penalizzazione manuale, lì la trovi scritta chiaramente.
  3. Fai l’audit contro le norme: passa il sito al setaccio confrontandolo con l’elenco qui sopra e correggi ogni violazione.
  4. Rimuovi o migliora i contenuti di scarso valore, i link artificiali e lo spam degli utenti, invece di limitarti a mascherarli.
  5. Abbi pazienza: il recupero non è immediato. Google deve ripassare il sito, e i risultati si vedono con l’aggiornamento successivo, non in un giorno.

La mia lettura da web designer e SEO specialist

Nei miei anni di lavoro su siti e posizionamento, gli spam update premiano sempre la stessa cosa: chi lavora onesto. Il messaggio di questo aggiornamento è chiaro, e va detto senza giri di parole: l’AI non è il problema, lo è usarla per sfornare pagine vuote a raffica. Sotto tiro non è “il contenuto scritto con l’AI”, ma il contenuto senza valore, che sia scritto da una macchina o da una persona. Il mio consiglio pratico è sempre lo stesso: usa l’AI come aiuto, metti del tuo (competenza, esempi reali, punto di vista), non comprare link e non ospitare pagine di terzi solo per la reputazione del tuo dominio. Chi costruisce così non ha niente da temere dagli spam update: anzi, di solito ci guadagna, perché sparisce un po’ di rumore dai concorrenti. Se lavori su più lingue, tieni anche d’occhio la parte tecnica, come spiego nella guida su come gestire i siti multilingua senza far sbagliare Google.

In conclusione

Lo spam update di agosto 2026 non cambia le regole, cambia la mira: Google vede meglio chi le viola. Se il tuo sito è pulito, non devi fare nulla di speciale, solo continuare a offrire valore reale. Se invece hai usato scorciatoie, questo è il momento buono per sistemare, perché prima o poi vengono a galla. La SEO seria non teme questi aggiornamenti, li usa come occasione per fare pulizia e distanziare chi bara.

Domande frequenti

Il Google Spam Update di agosto 2026 ha introdotto nuove regole?

No. Le norme anti-spam restano le stesse. L’aggiornamento migliora soltanto la capacità di Google di individuare chi le viola, in tutte le lingue e le aree geografiche.

Che differenza c’è tra spam update e core update?

Il core update ridiscute la qualità complessiva delle pagine; lo spam update è più mirato e colpisce le violazioni delle norme anti-spam. Un calo durante uno spam update di solito segnala una pratica vietata.

I contenuti scritti con l’AI vengono penalizzati?

Non di per sé. Google colpisce la generazione su larga scala di pagine senza valore, indipendentemente da come sono create. L’AI usata per aggiungere valore reale non è un problema; usarla per riempire il sito di pagine vuote sì.

In quanto tempo si recupera dopo un calo?

Non è immediato. Dopo aver corretto le violazioni, Google deve ripassare il sito e i miglioramenti si vedono di solito con l’aggiornamento successivo, quindi servono settimane, non ore.

Cos’è l’abuso della reputazione del sito?

È il “parasite SEO”: pubblicare contenuti di terzi su un sito autorevole solo per sfruttarne il ranking. Non lo è, invece, ospitare rubriche, opinioni, contenuti generati dagli utenti o pubblicità native pensate davvero per i lettori.

Fonti

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