Kimi Work: cos’è, come funziona e quanto costa l’agente desktop di Moonshot AI
Di Daniele Forciniti

Kimi Work è l’applicazione desktop di Moonshot AI che porta un agente di intelligenza artificiale dentro il tuo computer: legge le cartelle locali, guida il browser che usi tutti i giorni, esegue script Python e lavora anche di notte con attività programmate. Si scarica gratis per macOS con chip Apple e per Windows, ma le funzioni serie richiedono un abbonamento, che oggi parte da 15 dollari al mese in promozione. Sotto il cofano c’è Kimi K2.6, un modello da 1.000 miliardi di parametri che può spezzare un compito su un massimo di 300 sotto-agenti in parallelo.
Perché questa notizia è importante
Fino a ieri gli agenti AI vivevano dentro una scheda del browser. Tu incollavi il testo, loro rispondevano, e ogni volta bisognava rispiegare tutto da capo. Kimi Work ribalta la cosa: l’agente sta sul tuo computer, vede i tuoi file dove sono e usa il tuo browser con le tue sessioni già aperte.
È un cambio di categoria, non una funzione in più. Significa che una cosa come “apri il browser, cerca l’ultimo report di settore, prendi i dati delle prime tre pagine e mettili in un Excel nella cartella Documenti” diventa una frase sola, e il resto lo fa la macchina. È lo stesso esempio che Moonshot mette in home page, e non a caso.
E vale la pena dirlo subito, perché è il punto che i primi articoli usciti in italiano hanno raccontato male: non è un prodotto chiuso in beta privata. Si scarica oggi da chiunque. Quello che è ancora sperimentale sono alcune funzioni, e Moonshot lo scrive nel suo listino.
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Opus 5 di Anthropic ·
Muse Code di Meta
Dove si scarica e cosa serve per farlo girare
Il download è sulla pagina ufficiale del prodotto, con due pulsanti: uno per macOS e uno per Windows. Sul Mac serve un chip Apple, quindi dai processori M1 in avanti: sui vecchi Intel non gira. Linux per adesso non c’è.
L’app si scarica gratis e si installa in un minuto, ma è bene saperlo subito: senza abbonamento resti su un piano molto limitato, con un solo compito alla volta e due attività programmate. Le cose interessanti (il lavoro in parallelo, lo swarm, le decine di attività pianificate) stanno nei piani a pagamento.
Moonshot AI, per chi non la conoscesse, è l’azienda cinese di Pechino dietro Kimi. Se ti interessa il modello che ha preso il posto di questo, ne ho parlato nell’articolo su Kimi K3.
Le funzioni una per una, spiegate in modo semplice
Sono cinque, e ognuna risolve un pezzo diverso del lavoro di ufficio. Le prendo nell’ordine in cui le useresti davvero.
1) Accesso ai file del tuo computer
Monti una cartella e l’agente ci lavora dentro: cerca dentro i PDF, legge gli Excel, scrive file nuovi. Non devi caricare niente su nessun sito, i documenti restano dove sono. È la stessa logica di chi sceglie di far girare i modelli in locale, applicata pero’ a un agente completo. C’è una protezione che Moonshot chiama “Chiedi prima di agire”: prima di modificare, sovrascrivere o eseguire codice dentro le tue cartelle, l’app chiede il permesso esplicito.
2) Controllo del browser
Tramite un’estensione per Chrome ed Edge, l’agente guida il browser come farebbe una persona: apre schede, clicca, scorre, compila moduli, estrae dati. La differenza rispetto agli agenti che navigano in cloud è sostanziale: qui usa il tuo browser, con i tuoi cookie e i login già fatti. Quindi arriva anche dentro le aree riservate a cui sei già connesso, senza rifare l’accesso.
Tecnicamente si appoggia al Chrome DevTools Protocol, lo stesso canale che usano gli strumenti per sviluppatori. Vale la pena fermarsi un attimo su questo punto, perché è insieme la funzione più utile e quella che richiede più attenzione: un agente che ha in mano le tue sessioni può fare molto, e può anche sbagliare in modo costoso.
3) Attività programmate, giorno e notte
Dentro c’è uno scheduler in stile Cron, cioè il sistema con cui da sempre si programmano compiti ricorrenti su un computer. Puoi far partire una cosa ogni giorno alla stessa ora, ogni ora, oppure quando si verifica una condizione. I compiti possono essere chiamate al modello (per esempio un riassunto delle notizie ogni mattina) oppure script Python o Shell.
C’è anche un’opzione “Mantieni il computer attivo” nelle impostazioni, che serve a evitare che il Mac vada in sospensione e mandi a monte il lavoro notturno.
4) Agent Swarm, cioè lo sciame di agenti
È la funzione di cui si è parlato di più, e anche quella raccontata peggio. L’idea: davanti a un compito grosso, il sistema lo spezza in sotto-compiti e li assegna a più agenti specializzati che lavorano contemporaneamente, poi rimette insieme i risultati. Il modello decide da solo quando conviene aprire il ventaglio e quanti agenti servono.
I numeri veri: la documentazione ufficiale del modello parla di un massimo di 300 sotto-agenti e 4.000 passi coordinati. Sono il tetto teorico del modello, non quello che ottieni tu con un abbonamento: sul listino di Moonshot i sotto-compiti dello swarm vanno da 2 a 8 a seconda del piano. È una differenza che nessuno degli articoli che ho letto ha spiegato, e che cambia parecchio le aspettative.
5) Dati finanziari già collegati
Kimi Work arriva con le fonti di dati di borsa già integrate: azioni cinesi, di Hong Kong e statunitensi. Niente configurazione di API: chiedi a voce i dati di bilancio di una società e te li tira fuori. È una scelta di posizionamento chiara, e dice a chi stanno parlando in Cina.
Quanto costa Kimi Work
Qui c’è la parte in cui gli articoli usciti finora sbagliano quasi tutti, chi per approssimazione e chi inventando proprio le cifre. I prezzi che seguono li ho presi dalla pagina abbonamenti ufficiale nel momento in cui scrivo, e in questo momento c’è una promozione attiva: il prezzo grande è quello scontato, quello barrato accanto è il listino pieno.

| Piano | Al mese (promo) | Al mese (pieno) | All’anno | Compiti in parallelo | Sotto-compiti swarm |
|---|---|---|---|---|---|
| Free | 0 $ | 0 $ | 0 $ | 1 | non incluso |
| Moderato | 15 $ | 19 $ | 180 $ | 2 | 2 |
| Allegretto | 31 $ | 39 $ | 372 $ | 2 | 4 |
| Allegro | 79 $ | 99 $ | 948 $ | 4 | 8 |
| Vivace | 159 $ | 199 $ | 1.908 $ | 4 | 8 |
Qualche altra differenza che conta più del prezzo: lo spazio dei progetti va da 500 MB del piano gratuito ai 20 GB dei piani intermedi fino ai 50 GB dei due più alti; le attività programmate salgono da 2 a 25; il contesto lungo da un milione di token, quello che serve per far leggere al modello documenti enormi, è riservato ai due piani superiori.
E una cosa da tenere a mente prima di firmare: sul listino Moonshot marca come funzionalità sperimentali proprio le più promettenti, cioè lo swarm, le attività pianificate, le bacheche personalizzate e la modalità obiettivo. Tradotto: stai pagando anche per cose che possono cambiare o rompersi. È da qui che nasce l’idea, diffusa online, che il prodotto sia “in beta”.
I benchmark ufficiali, letti senza tifo
Kimi Work gira su Kimi K2.6, il modello che Moonshot ha rilasciato ad aprile 2026 con licenza Modified MIT, quindi con i pesi scaricabili. Le versioni più recenti dell’app supportano anche K3, il modello successivo.
I numeri dell’architettura, presi dalla model card ufficiale e non dalla stampa: 1.000 miliardi di parametri totali con architettura Mixture-of-Experts, di cui 32 miliardi attivi per ogni token; 384 esperti, di cui 8 scelti volta per volta; 61 layer; finestra di contesto da 256.000 token; ingressi multimodali (testo, immagini e video) grazie a un encoder visivo da 400 milioni di parametri.
Una precisazione che serve, perché in giro si legge il contrario: mille miliardi in inglese si dice one trillion, ma in italiano “trilione” significa un’altra cosa, un milione di volte più grande. Diversi articoli italiani hanno scritto “1 trilione di parametri” traducendo alla lettera. Il numero giusto è mille miliardi.
| Benchmark | Kimi K2.6 | GPT-5.4 | Claude Opus 4.6 |
|---|---|---|---|
| SWE-Bench Pro | 58,6 | 57,7 | 53,4 |
| SWE-Bench Verified | 80,2 | non dichiarato | 80,8 |
| Terminal-Bench 2.0 | 66,7 | 65,4 | 65,4 |
| HLE-Full con strumenti | 54,0 | 52,1 | 53,0 |
| GPQA-Diamond | 90,5 | 92,8 | 91,3 |
Qui sta la lettura onesta, che negli altri articoli non ho trovato: Kimi K2.6 non vince tutto. Vince sui compiti da agente, cioè scrivere codice che risolve problemi reali (SWE-Bench Pro), lavorare nel terminale (Terminal-Bench) e ragionare usando strumenti esterni (HLE-Full). Perde di un soffio su SWE-Bench Verified contro Claude Opus 4.6 e perde su GPQA-Diamond, che misura le domande scientifiche difficili, dove GPT-5.4 sta davanti.
Detto in modo utile: è un ottimo modello da lavoro sporco e automazione, non necessariamente il più brillante quando gli chiedi di ragionare da solo su un problema teorico.
Daniele Forciniti · DF Studio Design
Gli agenti leggono il tuo sito. Lo capiscono?
Strumenti come questo navigano il web al posto delle persone, e sempre più spesso decidono loro quali fonti citare. Un sito ordinato, con dati strutturati ed entità chiare, ha molte più probabilità di finire in quelle risposte.
Mi chiamo Daniele Forciniti: faccio siti web e posizionamento da dieci anni, e da due lavoro anche sulla GEO. Se vuoi che le AI nominino la tua attività, ne parliamo.
Per chi è davvero utile, e per chi no
Dopo aver letto tutto quello che c’era da leggere e aver guardato cosa fa davvero, la mia divisione è questa.
- Ha senso se lavori con tanti file locali. Analisti, commercialisti, chi produce report ricorrenti. Il valore sta nel non dover caricare niente da nessuna parte.
- Ha senso se hai processi ripetitivi a orario fisso. Il rapporto del lunedì mattina, il controllo prezzi della concorrenza, lo scarico dati di fine mese.
- Ha senso se sai leggere quello che fa. Un agente che esegue script e clicca dentro le tue aree riservate va sorvegliato, almeno le prime settimane.
- Non ha senso se ti serve solo scrivere testi o rispondere a email. Per quello un normale assistente in una scheda del browser costa meno e basta e avanza.
- Non ha senso se sei su Linux o su un Mac Intel. Non gira, punto.
- Attenzione se gestisci dati di terzi. Un agente che apre il tuo browser con dentro i tuoi accessi tocca dati di clienti, e la responsabilità resta tua.
La mia opinione su questi agenti
Da oltre dieci anni lavoro con siti web, posizionamento e contenuti, e negli ultimi due ho passato molto tempo a capire come questi agenti leggono le pagine. Guardo quindi Kimi Work da un’angolazione un po’ diversa da quella dei siti di tecnologia.
La cosa che mi ha colpito non è lo swarm da 300 agenti, che resta un numero da comunicato. È l’estensione per il browser. Uno strumento che naviga con le tue sessioni aperte cambia il rapporto fra un sito e chi lo visita: la pagina non viene più letta da una persona che scorre, ma da un programma che cerca un dato preciso e se ne va. Se il tuo sito nasconde le informazioni dentro immagini, caroselli o testi vaghi, per quell’agente è come se non ci fossero.
È la stessa cosa che vedo lavorando sulla GEO, l’ottimizzazione per i motori generativi: i siti che vengono capiti e citati sono quelli ordinati, con dati strutturati e affermazioni verificabili. Non è una moda, è che una macchina non sa leggere fra le righe.
L’altra riflessione riguarda il prezzo. Quindici dollari al mese per un agente che lavora di notte sono pochi, e va detto. Ma il piano da 15 dollari ti dà due compiti in parallelo e due sotto-compiti di swarm: se il tuo caso d’uso è quello del video promozionale, cioè decine di agenti che smontano un problema, il conto vero è il piano da 79 dollari in su. Vale la pena partire dal piano piccolo e capire se il tuo lavoro ci entra davvero, prima di salire.
Conclusione
Kimi Work è il segnale che gli agenti stanno scendendo dal cloud al desktop, e Moonshot ci è arrivata prima di altri con un prodotto che si può scaricare oggi. Le fondamenta sono solide: un modello che sui compiti da agente batte GPT-5.4 e Claude Opus 4.6 su tre benchmark su cinque, un accesso ai file locali fatto con il permesso esplicito, uno scheduler serio.
Le riserve sono altrettanto concrete: metà delle funzioni migliori sono dichiarate sperimentali dalla stessa Moonshot, i numeri da titolo (300 agenti) non sono quelli che ottieni davvero con un abbonamento normale, e resta il tema di dare a un programma le chiavi del browser in cui sei loggato ovunque.
Se lavori con file e processi ripetitivi, provalo partendo dal piano piccolo. Se cerchi un assistente per scrivere, guarda altrove.
FAQ
Kimi Work è gratis?
L’applicazione si scarica gratis e c’è un piano gratuito, ma è molto limitato: un solo compito alla volta, due attività programmate, 500 MB di spazio e niente Agent Swarm. Per usarlo sul serio servono i piani a pagamento, che partono da 15 dollari al mese in promozione (19 di listino).
Su quali computer funziona?
Su macOS con chip Apple, quindi dai processori M1 in poi, e su Windows. Non esiste una versione per Linux e non funziona sui Mac con processore Intel.
Kimi Work è ancora in beta?
La pagina ufficiale non lo definisce beta e il download è pubblico per tutti. Però Moonshot marca esplicitamente come sperimentali diverse funzioni importanti, fra cui l’Agent Swarm, le attività pianificate e la modalità obiettivo. Quindi il prodotto è disponibile, ma alcune sue parti sono ancora in evoluzione.
Quanti agenti può usare davvero in parallelo?
Il modello Kimi K2.6 arriva in teoria a 300 sotto-agenti e 4.000 passi coordinati. Nella pratica dipende dall’abbonamento: i sotto-compiti dello swarm vanno da 2 del piano Moderato a 8 dei piani Allegro e Vivace.
Che modello usa Kimi Work?
Kimi K2.6, un modello Mixture-of-Experts da 1.000 miliardi di parametri totali e 32 miliardi attivi, con contesto da 256.000 token e licenza Modified MIT. Le versioni più recenti dell’app supportano anche il modello successivo, K3.
È più forte di GPT-5.4 e Claude Opus 4.6?
Dipende dal compito. Sui benchmark da agente e da codice (SWE-Bench Pro, Terminal-Bench 2.0, HLE-Full con strumenti) Kimi K2.6 sta davanti a entrambi. Su SWE-Bench Verified è dietro di poco a Claude Opus 4.6 e su GPQA-Diamond, che misura il ragionamento scientifico, è dietro a GPT-5.4.
L’agente può leggere tutti i miei file?
Solo le cartelle che monti tu. E prima di modificare, sovrascrivere o eseguire codice al loro interno, l’app chiede un’autorizzazione esplicita con la funzione “Chiedi prima di agire”.
Come controlla il browser?
Con un’estensione per Chrome ed Edge che si appoggia al Chrome DevTools Protocol. Guida il browser che usi normalmente, quindi con i tuoi cookie e i tuoi accessi già attivi: è comodo, ma è anche il motivo per cui conviene tenerlo d’occhio.
Fonti
- Kimi Work, pagina ufficiale del prodotto: funzioni, requisiti e FAQ.
- Moonshot AI, pagina abbonamenti: prezzi, limiti dei piani e funzioni marcate come sperimentali.
- Model card ufficiale di Kimi K2.6 su Hugging Face: architettura, benchmark e licenza.
- Moonshot AI: sito dell’azienda.
- Chrome DevTools Protocol: documentazione del canale usato per il controllo del browser.
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