Dati strutturati nel 2026: quali servono ancora (e quali non più)

Di Daniele Forciniti

Dati strutturati nel 2026: quali servono ancora (e quali non più)

I dati strutturati nel 2026 servono ancora, ma per meno cose di qualche anno fa. Google li usa per mostrare i risultati avanzati di prodotti, ricette, eventi, offerte di lavoro, video, articoli, breadcrumb, organizzazioni e attività locali. Nel frattempo ha smesso di usarne parecchi: dal 7 maggio 2026 non mostra più i risultati FAQ, e dal 2025 ha ritirato tipi come Course Info, Claim Review, Estimated Salary, Learning Video, Special Announcement, Vehicle Listing e Practice problem. E c’è un’altra cosa che conviene sapere subito: secondo la guida ufficiale di Google sull’AI generativa, per comparire in AI Overview e AI Mode non serve nessun markup speciale.

In questa guida trovi cosa è cambiato tra il 2023 e il 2026, l’elenco aggiornato dei dati strutturati che Google usa ancora, quali mettere in base al tipo di sito, cosa fare con le FAQ, come si aggiungono su WordPress e su Wix e gli errori che fanno perdere i risultati avanzati. È uno dei pezzi della gestione SEO del sito: quello che aiuta Google a capire di cosa parla ogni pagina.

Cosa sono i dati strutturati, in due righe

Sono informazioni scritte in un formato standard, quasi sempre nel codice della pagina, che dicono ai motori di ricerca cosa contiene: “questa è una ricetta, si prepara in 30 minuti”, “questo è un prodotto, costa 49 euro ed è disponibile”. Il vocabolario è quello di schema.org, e il formato che Google consiglia nella sua introduzione ai dati strutturati è il JSON-LD, un piccolo blocco di codice che non tocca il testo visibile.

Due cose vanno chiarite subito, perché sono le più fraintese:

  • Non sono un fattore di ranking. Servono a rendere una pagina idonea a un risultato avanzato (stelline, prezzo, data dell’evento, immagine della ricetta), non a farla salire di posizione.
  • Non garantiscono niente. Google lo scrive chiaro nelle sue linee guida sui dati strutturati: anche con un markup perfetto, il risultato avanzato può non comparire.

Cosa ha tolto Google tra il 2023 e il 2026

Negli ultimi tre anni Google ha semplificato molto la pagina dei risultati, e ogni semplificazione si è portata via qualche tipo di dato strutturato. Questa è la cronologia, presa dal registro ufficiale delle modifiche di Google Search Central:

Cronologia dei dati strutturati ritirati da Google dal 2023 al 2026
QuandoCosa è cambiato
agosto 2023i risultati FAQ restano solo ai siti governativi e sanitari, gli How-to vengono ridotti e poi tolti
novembre 2024sparisce la casella di ricerca dentro i sitelink
giugno 2025Google annuncia il ritiro di Course Info, Claim Review, Estimated Salary, Learning Video, Special Announcement e Vehicle Listing
settembre 2025quei tipi spariscono dai report di Search Console e dal Test dei risultati avanzati
novembre 2025nuova tornata: ritirato Practice problem; i Dataset restano solo per Dataset Search; Book actions invece resta
gennaio 2026Google comincia a togliere da Search Console il supporto per i tipi ritirati
7 maggio 2026i risultati FAQ non compaiono più nella Ricerca Google, per nessun sito
giugno 2026Google toglie anche la documentazione delle FAQ

Il motivo dichiarato è sempre lo stesso: erano funzioni poco usate, che non davano più un vero valore a chi cerca. E Google ripete ogni volta che il ritiro non cambia il posizionamento delle pagine: cambia solo il loro aspetto nei risultati.

I dati strutturati che Google usa ancora nel 2026

Questo è l’elenco della galleria ufficiale dei dati strutturati, aggiornata a ottobre 2026. È l’unica fonte da cui partire: molte guide in giro citano ancora tipi che non esistono più.

TipoCosa può mostrare su GoogleUtile soprattutto per
Articletitolo, immagine e data degli articoliblog, giornali, magazine
Breadcrumbil percorso della pagina dentro il sitotutti i siti con più livelli
Organizationlogo, nome, contatti e dati dell’aziendatutte le aziende
Local businessorari, indirizzo, recensioni, prenotazioni nel pannello informativoattività con una sede
Product (e merchant listing)prezzo, disponibilità, valutazioni, spedizione e resoe-commerce
Review snippetvalutazione e stellinerecensioni di prodotti, ricette, libri, film, app
Recipefoto, tempi, calorie, valutazionisiti di cucina
Eventdate e luoghi di concerti, corsi, eventichi organizza eventi
Job postingannunci di lavoro nella ricerca offerteaziende che assumono, siti di annunci
Videoanteprima, durata, momenti chiavepagine con video
Profile pageinformazioni su una persona o un’organizzazionepagine autore, profili
Discussion forum e Q&Adiscussioni e risposte degli utentiforum e community
Image metadataautore e licenza delle immaginifotografi, archivi di immagini
Altri tipi più specificicorsi, film, software, affitti per le vacanze, risolutori di matematica, contenuti a pagamento, Speakablesettori particolari

Non solo ritiri: cosa ha aggiunto Google

Leggendo solo le notizie sulle FAQ sembra che i dati strutturati stiano sparendo. Il registro delle modifiche racconta una storia diversa: mentre toglie le funzioni poco usate, Google continua ad ampliare quelle che contano, soprattutto per i negozi online e i video.

QuandoCosa ha aggiunto
giugno 2025il markup dei programmi fedeltà (prezzi e punti riservati ai clienti iscritti) e una guida dedicata alle politiche di reso
luglio 2025il chiarimento che le politiche di reso valide per tutto il negozio vanno indicate dentro Organization
novembre 2025le politiche di spedizione a livello di negozio
maggio 2026la proprietà per segnalare i prodotti per adulti, allineata ai feed di Merchant Center
luglio 2026la categoria del prodotto (testo libero o codice di Google) e le date di inizio e fine dei saldi
settembre 2026l’autore dei video (creator) e le statistiche di interazione nei VideoObject

La direzione è chiara: meno decorazioni nei risultati, più dati precisi su prezzi, spedizioni, resi e video. Se hai un e-commerce, è lì che oggi conviene investire tempo.

Come capire quali dati strutturati ha già il tuo sito

Prima di aggiungerne altri, conviene sapere cosa c’è già. Sono quattro controlli che richiedono pochi minuti:

  1. Il Test dei risultati avanzati di Google: incolla l’indirizzo di una pagina e ti dice quali tipi trova e se sono validi per un risultato avanzato. Provalo sulla home, su un articolo e, se ce l’hai, su una scheda prodotto.
  2. Il codice della pagina: dal browser apri il sorgente e cerca application/ld+json. Ogni blocco trovato è un gruppo di dati strutturati: se lo stesso tipo compare due volte, probabilmente due plugin lo stanno generando insieme.
  3. Search Console: i report dei risultati avanzati mostrano, per ogni tipo, quante pagine sono valide e quante hanno errori o avvisi.
  4. I plugin installati: plugin SEO, plugin per le recensioni, temi e page builder spesso aggiungono dati strutturati per conto loro. Fai un elenco di chi genera cosa e tieni una sola fonte per ogni tipo.

Quali dati strutturati mettere, in base al tipo di sito

La domanda giusta non è “quanti dati strutturati posso aggiungere”, ma “quali corrispondono davvero a quello che c’è sulle mie pagine”. Questa è la scelta che faccio di solito, per tipo di sito:

Quali dati strutturati usare in base al tipo di sito nel 2026
  • Blog e siti di contenuti: Article sugli articoli, BreadcrumbList, Organization in tutto il sito e una ProfilePage per l’autore. VideoObject se l’articolo ha un video.
  • E-commerce: Product con prezzo, disponibilità e, se ci sono, recensioni dei clienti sui prodotti; le politiche di reso e spedizione; BreadcrumbList per le categorie.
  • Attività locali (negozi, studi, ristoranti): LocalBusiness con indirizzo, orari e telefono uguali a quelli della scheda Google, più Organization. Event se organizzi eventi.
  • Professionisti e aziende di servizi: Organization e LocalBusiness se hai una sede, BreadcrumbList e Article per il blog. Niente tipi inventati per i servizi: non esiste un risultato avanzato per un “servizio”.
  • Chi assume: JobPosting su ogni annuncio, con data di scadenza vera.

Le FAQ: tenerle o toglierle?

È la domanda che mi fanno di più da maggio. La risposta breve: il markup FAQ puoi lasciarlo, ma non aspettarti niente da Google. I riquadri a tendina sotto il risultato non esistono più per nessun sito, e Google ha detto più volte che i dati strutturati che non usa non fanno né bene né male.

  • Le domande e risposte visibili nella pagina restano utili, perché rispondono ai dubbi di chi legge e sono testo vero che Google e le AI possono leggere come qualsiasi altro paragrafo. Il valore sta nel contenuto, non nel codice.
  • Non vale la pena aggiungere oggi markup FAQ nuovo sperando in un vantaggio: per Google Search non c’è più.
  • Se lo togli, non perdi posizioni. Può avere senso farlo per pulizia, per esempio se il markup è generato due volte da plugin diversi.
  • QAPage è un’altra cosa: serve alle pagine dove più utenti rispondono a una stessa domanda, come nei forum, ed è ancora supportato.

Dati strutturati e AI: cosa dice davvero Google

Qui girano molti consigli sbagliati, del tipo “aggiungi lo schema giusto e ChatGPT o Google ti citeranno”. A maggio 2026 Google ha pubblicato una guida all’ottimizzazione per l’AI generativa con una sezione dedicata proprio ai miti. Sui dati strutturati dice tre cose:

  1. per comparire in AI Overview e AI Mode non sono obbligatori;
  2. non esiste un markup schema.org speciale da aggiungere per le funzioni AI;
  3. conviene comunque continuare a usarli nella SEO di tutti i giorni, perché aiutano a ottenere i risultati avanzati.

Nella stessa guida Google chiede di controllare che i dati strutturati corrispondano al testo visibile della pagina, e dice di non aver bisogno di file llms.txt o di altri file “per l’AI”. Per farsi citare dalle risposte delle AI contano soprattutto i contenuti originali, utili e scritti da chi conosce l’argomento: è il lavoro che oggi si chiama GEO o AIO, due delle cinque sigle della SEO moderna.

Gli errori che fanno perdere i risultati avanzati

Le linee guida di Google sono precise, e se non le rispetti rischi un’azione manuale. È una penalizzazione particolare: la pagina perde la possibilità di avere risultati avanzati, ma il suo posizionamento non cambia. Gli errori più comuni sono questi:

  • Markup su contenuti che non si vedono: se il JSON-LD descrive una cosa, la pagina deve mostrare quella stessa cosa a chi la visita.
  • Recensioni su sé stessi: le stelline di un’azienda o di un’attività locale si possono marcare solo se il sito raccoglie recensioni su altre attività, come spiega la guida alle recensioni. Le stelline che un’azienda mette su sé stessa nel proprio sito Google non le mostra.
  • Dati vecchi: eventi già passati, offerte di lavoro scadute, prezzi che non corrispondono più a quelli in pagina.
  • Contenuti fuorvianti o non collegati all’argomento principale della pagina.
  • Markup duplicato: lo stesso dato generato da due plugin diversi, con valori che non coincidono.

Come si aggiungono i dati strutturati

Su WordPress

Nella maggior parte dei siti WordPress i plugin SEO più usati generano già in automatico i dati strutturati di base, come articolo, organizzazione e breadcrumb. Quasi sempre il lavoro vero non è aggiungerne altri, ma controllare quello che c’è già: che il nome e il logo dell’azienda siano giusti, che non ci siano tipi doppi generati da plugin diversi, che i prodotti abbiano prezzo e disponibilità corretti.

Su Wix

Wix ha una parte dedicata nella sezione SEO & GEO del pannello. Per gli articoli del blog può generare i dati strutturati in automatico con l’AI; per le altre pagine si incolla il proprio JSON-LD nelle impostazioni SEO della pagina. I passaggi sono nella guida ufficiale di Wix.

A mano

Se il sito è fatto su misura, si aggiunge un blocco JSON-LD nella pagina. Questo è un esempio minimo per un’attività locale, da adattare con i tuoi dati veri:

<script type="application/ld+json">
{
  "@context": "https://schema.org",
  "@type": "LocalBusiness",
  "name": "Nome della tua attività",
  "url": "https://www.tuosito.it/",
  "telephone": "+39 000 000 0000",
  "address": {
    "@type": "PostalAddress",
    "streetAddress": "Via Roma 1",
    "addressLocality": "Città",
    "postalCode": "00000",
    "addressCountry": "IT"
  },
  "openingHours": "Mo-Fr 09:00-18:00"
}
</script>

Come si controllano

  1. il Test dei risultati avanzati di Google dice se la pagina è idonea a un risultato avanzato e mostra gli errori;
  2. il validatore di schema.org controlla che il markup sia scritto correttamente, anche per i tipi che Google non usa;
  3. dopo la pubblicazione, i report dei risultati avanzati in Search Console segnalano gli errori su tutto il sito: rientrano nei report di Search Console da controllare ogni mese.

La mia esperienza

In oltre dieci anni di lavoro su siti web e SEO ho visto i dati strutturati passare da trucco per avere le stelline a strumento serio, da usare con misura. E il problema più comune che trovo oggi non è che manchino: è che ce ne sono troppi, generati da posti diversi, e nessuno sa più cosa dicono.

È una situazione che trovo spesso quando analizzo un sito. Il caso tipico: in Search Console compaiono avvisi sugli snippet delle recensioni, ripetuti su ogni pagina. Cercando l’origine si scopre che i dati strutturati arrivano da tre o quattro posti diversi, per esempio il plugin SEO, un plugin per l’intestazione, gli snippet di un altro plugin e un modello del page builder. Dentro ci sono spesso valutazioni con le stelline sull’azienda stessa, cioè proprio il tipo di recensione che Google non mostra, e blocchi FAQ generati due volte. La soluzione è sempre la stessa: togliere quello che non serve e lasciare una sola fonte per ogni tipo, così sai esattamente cosa dice il sito a Google e dove andare a cambiarlo.

Se vuoi sapere quali dati strutturati ha il tuo sito, da dove arrivano e se sono ancora utili, è uno dei controlli che faccio nei servizi SEO.

Conclusione

Nel 2026 i dati strutturati sono meno, ma servono ancora: per prodotti, ricette, eventi, offerte di lavoro, video, articoli, breadcrumb, organizzazioni e attività locali Google li usa per mostrare risultati più ricchi. FAQ, How-to e un’altra decina di tipi invece non portano più niente nella Ricerca Google.

La regola pratica è semplice: metti solo i tipi che corrispondono davvero ai contenuti della pagina, tienili aggiornati e controlla che non ci siano doppioni. E non contare sullo schema per farti citare dalle AI: lì contano i contenuti.

FAQ

I dati strutturati servono ancora nel 2026?

Sì, per i risultati avanzati che Google mostra ancora: prodotti, recensioni dei prodotti, ricette, eventi, offerte di lavoro, video, articoli, breadcrumb, organizzazioni e attività locali. Non servono più per le FAQ, per gli How-to e per i tipi che Google ha ritirato tra il 2025 e il 2026.

Google mostra ancora i risultati FAQ?

No. Dal 7 maggio 2026 i risultati FAQ non compaiono più nella Ricerca Google per nessun sito, e a giugno 2026 Google ha tolto anche la loro documentazione. Il markup FAQ si può lasciare, perché non fa danni, ma non porta più nessun vantaggio su Google.

I dati strutturati fanno salire di posizione?

No, non sono un fattore di ranking. Rendono una pagina idonea a un risultato avanzato, che può attirare più clic, ma non cambiano la posizione. Anche le azioni manuali sui dati strutturati tolgono solo i risultati avanzati, non il posizionamento.

Servono i dati strutturati per comparire in AI Overview e AI Mode?

No. Google scrive nella sua guida sull’AI generativa che non sono obbligatori e che non esiste un markup speciale per le funzioni AI. Consiglia comunque di continuare a usarli per i risultati avanzati e di tenerli coerenti con il testo visibile della pagina.

Quale formato usare per i dati strutturati?

Google consiglia il JSON-LD, perché è il più semplice da aggiungere e gestire: è un blocco di codice separato dal testo della pagina. Microdata e RDFa funzionano lo stesso, purché il markup sia valido.

Posso mettere le stelline delle recensioni sulla mia azienda?

Puoi marcarle, ma Google non le mostra. Le recensioni su un’organizzazione o un’attività locale sono supportate solo per i siti che raccolgono recensioni su altre attività. Le stelline che un’azienda mette su sé stessa nel proprio sito vengono ignorate.

Come controllo se i miei dati strutturati funzionano?

Con il Test dei risultati avanzati di Google per le singole pagine e con il validatore di schema.org per la correttezza del codice. Dopo la pubblicazione, i report dei risultati avanzati in Search Console mostrano gli errori su tutto il sito.

Leggi anche:
Il tuo eCommerce parla davvero la lingua di Google AI? ·
Migrare un sito senza perdere posizioni su Google: la guida 2026 ·
Come ottimizzare il tuo sito web per la generative AI di Google

Fonti

Avatar Daniele Forciniti
Contattaci ora