Search Console: i report da controllare ogni mese nel 2026
Di Daniele Forciniti

I report di Search Console da controllare ogni mese nel 2026 sono sette: Panoramica, Rendimento, Approfondimenti, AI generativa, Indicizzazione delle pagine, Sitemap ed Esperienza. Bastano circa 30 minuti, sempre nello stesso ordine: prima si controlla che non ci siano problemi gravi (azioni manuali e sicurezza), poi si confronta il mese con quello prima, infine si verifica che le pagine importanti siano indicizzate e veloci. È anche il ritmo che consiglia Google: la sua guida per i proprietari di siti dice di aprire la Panoramica “ogni mese circa” e di lasciare il resto alle email di avviso.
In questa guida trovi i sette controlli uno per uno, cosa guardare in ogni report, quando un numero è normale e quando invece è un campanello d’allarme, tutte le novità arrivate tra la fine del 2025 e il 2026 (vista settimanale, filtro brand, annotazioni, report sull’AI generativa, ricerca con le immagini) e un modello di report mensile da copiare. È una parte della gestione SEO del sito: quella che si ripete ogni mese, per sempre.
Perché basta un controllo al mese
Molti aprono Search Console tutti i giorni e si spaventano per ogni piccola oscillazione. Altri la aprono solo quando il sito “non va più”, cioè troppo tardi. La via giusta sta in mezzo, ed è Google stessa a indicarla:
- Ogni giorno non serve: quando succede qualcosa di grave (sito compromesso, problemi di scansione o indicizzazione, violazione delle norme) Search Console manda un’email. Per questo la guida ufficiale, per il controllo quotidiano, scrive semplicemente “rilassati”.
- Ogni mese sì: un’occhiata alla Panoramica per vedere se gli errori aumentano o se i clic calano in modo strano, ricordando che i cali nel fine settimana o durante le feste sono normali.
- Dopo ogni modifica importante: un sito nuovo, una migrazione, un nuovo tema, centinaia di pagine aggiunte. In quei casi si controlla subito, senza aspettare la fine del mese.
C’è anche un motivo pratico: i numeri di un solo giorno ingannano. Un mese intero, confrontato con il mese prima e con lo stesso mese dell’anno scorso, racconta invece una storia che si può leggere e su cui si può decidere.
La routine mensile in 30 minuti
Questo è l’ordine che uso e che ti propongo. Si apre Search Console, si sceglie la proprietà del sito e si fanno i sette passaggi senza saltarne nessuno. I tempi sono indicativi, per un sito piccolo o medio.

| # | Report | Cosa guardare | Campanello d’allarme |
|---|---|---|---|
| 1 | Panoramica | azioni manuali, problemi di sicurezza, andamento dei clic | qualsiasi azione manuale o problema di sicurezza |
| 2 | Rendimento | clic, impressioni, CTR e posizione, mese contro mese | calo dei clic che continua per più settimane |
| 3 | Approfondimenti | contenuti e query in aumento e in calo | una pagina che porta molto traffico finisce tra quelle in calo |
| 4 | AI generativa | impressioni in AI Overview e AI Mode, pagina per pagina | un calo forte e costante, se i numeri non sono troppo piccoli |
| 5 | Indicizzazione delle pagine | le pagine importanti sono indicizzate? | errori in aumento, pagine chiave non indicizzate |
| 6 | Sitemap | stato e data dell’ultima lettura | errori di lettura o ultima lettura molto vecchia |
| 7 | Esperienza | Core Web Vitals e HTTPS | gruppi di URL che diventano “Scadenti” |
1. Panoramica: azioni manuali e problemi di sicurezza
La prima schermata serve a escludere i problemi gravi. Secondo il riepilogo ufficiale dei report, se controlli solo di tanto in tanto devi cercare per prima cosa le azioni manuali e i problemi di sicurezza, poi i picchi di errori e i cali evidenti di clic.
- Azioni manuali: vuol dire che una persona di Google ha verificato che il sito viola le norme contro lo spam. Le pagine colpite possono scendere molto o sparire. Se ne trovi una, il report spiega cosa correggere e come chiedere una nuova revisione.
- Problemi di sicurezza: malware, phishing, pagine inserite da altri. Google può mostrare avvisi ai visitatori prima che entrino nel sito, e il traffico crolla.
Nella quasi totalità dei mesi qui non troverai niente, ed è proprio quello che vuoi vedere. Ci vogliono due minuti.
2. Rendimento: confrontare un mese con l’altro
È il report più importante e quello dove vale la pena passare più tempo. Mostra quattro numeri, spiegati nella guida del report sul rendimento:
| Metrica | Cosa vuol dire | Come leggerla |
|---|---|---|
| Clic | quante volte qualcuno ha cliccato sul tuo sito dai risultati di Google | è il traffico vero che arriva da Google |
| Impressioni | quante volte il sito è apparso nei risultati | dice quanto sei visibile, anche se nessuno clicca |
| CTR | clic diviso impressioni | basso con tante impressioni: il titolo o la descrizione non convincono |
| Posizione media | la posizione media del tuo risultato più in alto | è una media: va letta come tendenza, non come posizione esatta |
Come impostare il confronto
- Nel filtro della data scegli Confronta e metti gli ultimi 28 giorni contro i 28 precedenti. Così confronti quattro settimane complete con altre quattro, con lo stesso numero di sabati e domeniche.
- Fai un secondo confronto con lo stesso periodo dell’anno prima. È l’unico modo per capire se un calo è stagionale: un negozio di condizionatori a novembre cala sempre.
- Sopra il grafico passa da “Giornaliera” a Settimanale. È una novità di dicembre 2025: la vista settimanale o mensile attenua i picchi dei singoli giorni e fa vedere subito se il sito cresce o scende.
- Ordina la tabella per la colonna Differenza, nelle schede Query e Pagine: in cima trovi quello che è cambiato di più rispetto al periodo prima.
Query con brand e senza brand
Dal 2025 il filtro delle query ha due opzioni nuove: query con il nome del tuo brand e query senza. Google ha spiegato nell’annuncio ufficiale che la divisione la fa un sistema basato sull’AI, che riconosce anche gli errori di battitura e i prodotti legati al marchio. Il filtro è disponibile per tutti i siti idonei da marzo 2026, ma solo per le proprietà principali (non per una sottocartella come /blog) e solo se il sito ha abbastanza ricerche.
Perché conta? Chi cerca il tuo nome ti conosce già. Chi arriva da una ricerca generica è un cliente nuovo, ed è lì che si vede se la SEO sta funzionando davvero. Se crescono solo le ricerche con il brand, sta funzionando il passaparola, non il posizionamento.
Le due analisi che portano più risultati
- Pagine con molte impressioni e CTR basso: scheda Pagine, ordina per impressioni e guarda il CTR. Google ti sta già mostrando, ma il tuo risultato non convince. Spesso basta riscrivere il titolo e la descrizione perché rispondano meglio alla ricerca. È anche il consiglio della guida ufficiale sui casi d’uso.
- Query tra la posizione 5 e la 15: sono le ricerche per cui sei vicino alla prima pagina o in fondo alla prima. Una pagina aggiornata con una sezione in più, una risposta più chiara o un link interno ben messo può salire di qualche posizione, ed è lì che i clic aumentano davvero.
Le novità del report nel 2026
- Ricerca con le immagini: dal 24 settembre 2026 il filtro “Tipo di ricerca” separa le ricerche web basate su testo da quelle multimodali, cioè fatte con Google Lens, Cerchia e Cerca o caricando una foto (annuncio Google). La ricerca multimodale conta soprattutto per chi vende prodotti o ha un locale: è lì che la gente fotografa e cerca.
- Ultime 24 ore: nel filtro della data c’è la vista delle 24 ore, con dati orari e preliminari. Non serve per il controllo mensile, ma è utile il giorno in cui pubblichi un articolo importante.
- Annotazioni: con il tasto destro sul grafico puoi scrivere una nota su una data, per esempio “nuovo menu” o “migrazione”. Fino a 200 note per proprietà, 120 caratteri ciascuna, cancellate dopo 500 giorni (guida alle annotazioni). Il mese dopo, davanti a un cambiamento, sai subito cosa avevi fatto.
- Configurazione con l’AI: in alcuni siti si può scrivere a parole cosa si vuole vedere (“confronta le pagine del blog di questo trimestre con lo stesso trimestre dell’anno scorso”) e il report imposta i filtri da solo. È ancora sperimentale e non arriva a tutti (annuncio Google): controlla sempre i filtri che sceglie.
3. Approfondimenti: cosa sale e cosa scende
Il report Approfondimenti ha preso il posto della vecchia Search Console Insights ed è la sintesi più veloce del mese. È diviso in schede: clic e impressioni, i tuoi contenuti, le query che portano al sito, i paesi principali, il traffico con brand e senza brand e le altre fonti di traffico (immagini, video, notizie, Discover).
- Contenuti e query “in aumento” e “in calo”: l’ordine si basa sulla differenza di clic, non sulla percentuale. Una pagina che passa da 2 a 6 clic non finisce davanti a una che perde 300 clic, e questo aiuta a vedere quello che conta davvero.
- Gruppi di query: nei siti con molte ricerche, le query simili sono raggruppate. Il gruppo prende il nome dalla query migliore, ma i clic sono la somma di tutte. Si capiscono in un colpo d’occhio i temi che ti portano visite, non le singole parole.
- Canali social: in via sperimentale compare anche il rendimento dei tuoi canali YouTube, Instagram e TikTok nella Ricerca. Da luglio 2026 per questi canali si possono aggiungere anche le proprietà delle piattaforme, con i dati di Instagram, TikTok, X e YouTube.
Il mio consiglio: dalla scheda “I tuoi contenuti” segnati le due pagine in calo che ti portano più clic. Sono le prime da aggiornare il mese dopo.
4. Il report sull’AI generativa
È la novità più importante del 2026. Google lo ha presentato a giugno e dal 31 agosto 2026 è disponibile per tutti i siti. Mostra quante volte le tue pagine compaiono nelle AI Overview e in AI Mode, con un report separato per Discover.
| Cosa ti dice | Cosa non ti dice |
|---|---|
| quante impressioni hai nelle risposte dell’AI di Google | quanti clic arrivano da quelle risposte |
| quali pagine compaiono di più (e di meno) | per quali domande sei stato citato |
| da quali paesi e dispositivi | perché Google ti cita o smette di citarti |
| l’andamento per ora, giorno, settimana o mese | i dati degli esperimenti di Search Labs |
Due cose da sapere per leggerlo bene. Primo, sono solo impressioni: i clic che arrivano dalle risposte dell’AI sono già contati nel normale report Rendimento, insieme a tutti gli altri (guida ufficiale). Secondo, se il report non compare, di solito il sito non ha ancora abbastanza impressioni in queste funzioni.
Come lo uso ogni mese: guardo quali pagine compaiono di più e controllo che siano quelle giuste. Se una pagina di servizio non compare mai e un vecchio articolo sì, è un’informazione utile per decidere cosa migliorare. Farsi citare dalle AI chiede un lavoro in più rispetto alla SEO classica, quello che oggi si chiama GEO o AIO: sono due delle cinque sigle della SEO moderna.
5. Indicizzazione delle pagine: cosa è normale e cosa no
Qui si vede quali pagine Google ha messo nel suo indice e quali no, con il motivo. Prima un dettaglio che quasi nessuno dice: secondo la guida ufficiale del report, se il sito ha meno di 500 pagine probabilmente non ti serve passarci tanto tempo. Basta verificare che le pagine importanti siano indicizzate, per esempio con lo strumento Controllo URL o cercando su Google site:tuosito.it.
La regola è semplice: non tutte le pagine devono essere indicizzate. Quello che conta è che lo siano quelle importanti, e che le altre siano escluse per un buon motivo.
| Stato nel report | È un problema? | Cosa fare |
|---|---|---|
| Pagina con reindirizzamento | no, se il redirect è voluto | niente |
| Pagina alternativa con tag canonical appropriato | no | niente: Google indicizza la versione principale |
| Pagine escluse con un tag noindex | no, se l’hai messo tu | controlla che non ci siano pagine importanti per sbaglio |
| Non trovata (404) | no, se la pagina è stata tolta davvero | redirect solo se esiste una pagina che la sostituisce |
| Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata | dipende | se sono pagine importanti, migliora il contenuto e i link interni verso di loro |
| Rilevata, ma attualmente non indicizzata | dipende | spesso Google non è ancora passato: controlla sitemap e link interni |
| Soft 404 | sì | la pagina sembra vuota o “non trovata”: va riempita o deve restituire un vero 404 |
| Errore del server (5xx) | sì | parla con l’hosting: il server non risponde quando passa Google |
Ogni mese guarda due cose: se il numero di errori sta salendo e se tra le pagine non indicizzate c’è qualcosa che dovrebbe esserci. Quando correggi un problema, nel report c’è il pulsante per chiedere a Google di verificare la correzione.
6. Sitemap
Il report Sitemap mostra se Google riesce a leggere la mappa del sito che gli hai inviato. Controlla due cose: che lo stato non segnali errori e che la data dell’ultima lettura sia recente. Se la sitemap risulta letta mesi fa, o dà un errore, Google potrebbe non trovare le pagine nuove. Con WordPress e i plugin SEO di solito si aggiorna da sola: il controllo serve a scoprire quando smette di farlo, per esempio dopo un cambio di plugin.
7. Esperienza: Core Web Vitals e HTTPS
Il report Core Web Vitals usa i dati di visitatori veri e divide gli URL in Buoni, Richiedono miglioramenti e Scadenti. Queste sono le soglie ufficiali, dalla guida del report:
| Metrica | Cosa misura | Buono | Richiede miglioramenti | Scadente |
|---|---|---|---|---|
| LCP | quanto ci mette a comparire il contenuto principale | fino a 2,5 s | fino a 4 s | oltre 4 s |
| INP | quanto risponde la pagina a clic e tocchi | fino a 200 ms | fino a 500 ms | oltre 500 ms |
| CLS | quanto si sposta la pagina mentre carica | fino a 0,1 | fino a 0,25 | oltre 0,25 |
Ogni mese basta controllare che nessun gruppo di pagine sia passato a “Scadente”. Se il sito ha poche visite il report può essere vuoto: non è un errore, mancano i dati. Nella stessa sezione c’è anche il controllo HTTPS, che deve risultare a posto per tutte le pagine.
Clic in calo? Da dove partire
Prima o poi capita il mese in cui i numeri scendono. Google ha una guida dedicata ai cali di traffico che elenca le cause principali: problemi tecnici, problemi di sicurezza, spam e azioni manuali, aggiornamenti dei sistemi di ranking, stagionalità e cambiamenti di interesse. Questo è il percorso che seguo, in sintesi:

- Il calo riguarda tutto il sito? Se sì, guarda subito Azioni manuali, Problemi di sicurezza e Indicizzazione delle pagine: un tag noindex messo per sbaglio o un server che non risponde fanno sparire molte pagine insieme.
- Riguarda alcune pagine o alcune query? Filtra il report Rendimento per pagina e poi per query, e confronta con il periodo prima.
- Le impressioni sono calate? Allora sei sceso di posizione o la gente cerca meno. Controlla se nelle stesse date c’è stato un aggiornamento di Google e verifica la domanda su Google Trends.
- Le impressioni sono stabili ma i clic calano? Il problema è il CTR: guarda il titolo, la descrizione e se in quelle ricerche ora compare una risposta dell’AI che toglie clic ai risultati.
Un consiglio che arriva dalla stessa guida di Google: se una pagina va già bene, non stravolgerla per una piccola oscillazione. E dopo una modifica serve pazienza, perché possono passare settimane prima di vederne l’effetto.
Cose che Search Console non ti dice
- Non vede cosa succede dopo il clic: contatti, vendite e tempo sul sito si misurano con Google Analytics o con lo strumento che usi.
- Non mostra tutte le righe: le tabelle si fermano a 1.000 righe e alcune query molto rare non vengono mostrate per proteggere la privacy di chi cerca. I totali del grafico sono più completi della somma della tabella.
- La posizione media non è una posizione: è la media di tutte le volte che sei apparso, in luoghi, dispositivi e momenti diversi.
- Dall’AI arrivano solo impressioni: quanti clic portano le risposte dell’AI di Google non è separato dal resto.
- I dati strutturati sono cambiati: da gennaio 2026 Google ha iniziato a togliere da Search Console i report di alcuni tipi di dati strutturati, legati a funzioni che ha eliminato dai risultati (annuncio di novembre 2025). Se un report che usavi non c’è più, probabilmente è per questo.
Un modello di report mensile da copiare
Per non perdere il filo da un mese all’altro, basta una tabella come questa in un foglio di calcolo. Si riempie in pochi minuti alla fine della routine:
| Voce | Questo mese | Mese prima | Stesso mese anno scorso | Note |
|---|---|---|---|---|
| Clic | ||||
| Impressioni | ||||
| CTR medio | ||||
| Posizione media | ||||
| Clic da query senza brand | ||||
| Impressioni nell’AI generativa | ||||
| Pagine indicizzate | ||||
| Le 2 pagine in calo da aggiornare | ||||
| Cosa ho cambiato sul sito (annotazioni) |
Dopo tre o quattro mesi questa tabella vale più di qualsiasi grafico: si vede la direzione del sito, e ogni cambiamento ha accanto la sua spiegazione.
Cosa ne penso
Lavoro con siti web, SEO e contenuti da oltre dieci anni, e Search Console è sempre il primo strumento che apro quando prendo in mano un sito. Non perché sia il più bello, ma perché sono gli unici dati che arrivano direttamente da Google. Il problema che vedo più spesso non è che la gente non la usi: è che la apre senza un ordine, guarda il grafico dei clic, si preoccupa o si rassicura e chiude. Così non si decide niente.
Una routine sempre uguale cambia le cose. Dopo qualche mese ti accorgi da solo di quali pagine stanno perdendo terreno, di quali ricerche nuove arrivano e di quanto pesano davvero le risposte dell’AI sul tuo settore. Le novità del 2026 vanno tutte in questa direzione: la vista settimanale, il filtro brand e le annotazioni servono a leggere tendenze, non numeri di un giorno.
Se il tuo sito è importante per il lavoro ma non hai il tempo di seguirlo ogni mese, questo controllo è una parte di quello che faccio con i servizi SEO: la routine resta la stessa, cambia solo chi la fa.
Conclusione
Search Console non va guardata tutti i giorni, ma va guardata sempre allo stesso modo. Ogni mese: Panoramica per escludere i problemi gravi, Rendimento con il confronto sui 28 giorni e sull’anno prima, Approfondimenti per vedere cosa sale e cosa scende, il report sull’AI generativa, Indicizzazione delle pagine, Sitemap ed Esperienza. Trenta minuti, una tabella aggiornata e due pagine da migliorare il mese dopo.
Il resto lo fanno le email di avviso, che arrivano quando c’è davvero qualcosa di urgente. E se un mese i clic scendono, ora sai da dove partire.
FAQ
Ogni quanto bisogna controllare Search Console?
Per la maggior parte dei siti basta una volta al mese, come consiglia anche Google. Per le urgenze arrivano le email di Search Console. In più va controllata dopo ogni modifica importante: sito nuovo, migrazione, nuovo tema o tante pagine aggiunte insieme.
Quali sono i report più importanti di Search Console?
Rendimento, Indicizzazione delle pagine e Panoramica (con azioni manuali e problemi di sicurezza). Nel 2026 si aggiungono il report Approfondimenti, per vedere cosa sale e cosa scende, e il report sull’AI generativa, per le impressioni in AI Overview e AI Mode.
Search Console mostra il traffico che arriva dalle AI Overview?
Solo in parte. Dal 31 agosto 2026 il report sull’AI generativa mostra per tutti i siti le impressioni in AI Overview e AI Mode, pagina per pagina. I clic che arrivano da queste risposte sono contati nel normale report Rendimento, ma non sono separati dagli altri.
Che periodo conviene confrontare nel report Rendimento?
Gli ultimi 28 giorni con i 28 precedenti, così si confrontano quattro settimane complete. Poi lo stesso periodo dell’anno prima, per capire se un calo è stagionale. La vista settimanale, disponibile da dicembre 2025, rende i confronti più leggibili.
È grave avere molte pagine non indicizzate?
Non per forza. Pagine con reindirizzamento, duplicati con il canonical giusto, pagine con noindex messo apposta e pagine tolte con errore 404 è normale che non siano indicizzate. Va controllato che le pagine importanti lo siano e che non aumentino gli errori come soft 404 ed errori del server.
Cosa vuol dire “Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata”?
Google ha visitato la pagina ma ha deciso di non metterla nel suo indice, almeno per ora. Se è una pagina importante, di solito conviene migliorarne il contenuto e aggiungere link interni da altre pagine del sito. Google può indicizzarla più avanti anche senza una nuova richiesta.
Cos’è il filtro per le query con brand?
È un filtro del report Rendimento che separa le ricerche con il nome del tuo marchio da quelle generiche. La divisione la fa un sistema di AI di Google. È disponibile solo per le proprietà principali e per i siti con abbastanza ricerche, e serve a capire quanto traffico arriva da clienti nuovi.
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Fonti
- Guida di Search Console, utilizzo di base per i proprietari di siti: il controllo mensile consigliato da Google.
- Guida di Search Console, riepilogo sui report: a cosa serve ogni report e come usarlo.
- Guida di Search Console, report sul rendimento: metriche, granularità, vista 24 ore e ricerca multimodale.
- Guida di Search Console, report Approfondimenti: gruppi di query, brand e canali social.
- Guida di Search Console, report sul rendimento dell’AI generativa: cosa include e come si legge.
- Guida di Search Console, report Indicizzazione delle pagine: stati e cosa è normale.
- Guida di Search Console, report Core Web Vitals: soglie di LCP, INP e CLS.
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