Ricerca multimodale: ora Search Console mostra chi ti trova con una foto

Di Daniele Forciniti

Ricerca multimodale: ora Search Console mostra chi ti trova con una foto

Dal 24 settembre 2026 Google Search Console misura la ricerca multimodale, cioè le ricerche che partono da un’immagine invece che da un testo: Google Lens, Cerchia e cerca su Android, le immagini caricate nella Ricerca Google e la funzione di Chrome che cerca un’immagine con il tasto destro. Nel report Rendimento compare un nuovo filtro nel tipo di ricerca che separa questo traffico da quello delle ricerche scritte. Lo stesso filtro arriva nel report dedicato alle funzioni di AI generativa. Il rilascio è globale, ma i dati li vedi solo se il tuo sito riceve visite da queste ricerche.

Sembra un dettaglio tecnico, e invece è la prima volta che chi ha un sito può sapere quante persone lo trovano fotografando qualcosa. In questo articolo ti spiego cosa conta come ricerca con immagine, dove trovi i dati, cosa manca (e manca una cosa importante), cosa c’entrano i profili social di cui si sta parlando in giro e come preparare le immagini del sito perché vengano trovate.

Perché questa novità conta

La ricerca con le immagini non è più una curiosità. Già a ottobre 2024 Google scriveva sul suo blog ufficiale che Lens veniva usato per quasi 20 miliardi di ricerche visive al mese, che era uno dei tipi di ricerca in crescita più rapida e che i più attivi erano i giovani tra i 18 e i 24 anni. Si fotografa una pianta per sapere come si chiama, un paio di scarpe per trovare dove comprarle, un monumento per sapere cos’è, un piatto per trovare la ricetta.

Fino a ieri, però, questo traffico era un buco nero. Come ha precisato John Mueller di Google, riportato da Search Engine Roundtable, questi dati prima non erano nei conteggi: il report ora contiene dati nuovi, non visite spostate da una voce all’altra. Per un negozio, un ristorante, un’attività che vende prodotti riconoscibili o un sito di ricette, significa poter vedere finalmente un canale che esisteva già ma non si poteva misurare.

Cosa conta come ricerca con immagine

Google, nell’annuncio ufficiale, elenca quattro modi di cercare che finiscono sotto il nuovo filtro:

Come si cercaEsempio pratico
Google LensInquadri con la fotocamera del telefono una lampada in un bar e cerchi dove comprarla.
Cerchia e cerca, su AndroidGuardi un video o una storia, cerchi col dito una giacca sullo schermo e parte la ricerca.
Immagine caricata nella Ricerca GoogleCarichi una foto salvata nel telefono o nel computer e chiedi a Google cosa rappresenta.
Chrome, tasto destro sull’immagineSul computer, clic destro su un’immagine di un sito e scegli di cercarla con Google.

Il punto in comune è semplice: la ricerca parte da un’immagine, a volte con qualche parola aggiunta. Resta fuori tutto il resto. Le ricerche scritte nella barra di Google finiscono nell’altra voce, quella delle ricerche con testo. E la scheda Immagini di Google, dove scrivi una parola e guardi le foto, ha il suo tipo di ricerca separato da anni: non va confusa con questa novità.

Dove trovi i dati in Search Console

I dati sono in due report diversi, e conviene conoscerli entrambi.

Schema: da Google Lens, Cerchia e cerca, immagini caricate e Chrome al filtro multimodale di Search Console, con il report Rendimento e il report AI generativa
Le quattro ricerche con immagine confluiscono in un unico filtro, visibile in due report.

Nel report Rendimento, quello che usi di solito, apri il filtro del tipo di ricerca in alto. Oltre a Immagini, Video e Notizie, la voce Web ora è divisa in due: ricerche con testo e ricerche multimodali (in inglese Web: text-based e Web: multimodal). Scegli la seconda e vedi clic, impressioni, CTR e posizione media delle visite arrivate da un’immagine. Con il pulsante Esporta scarichi i dati per analizzarli in un foglio di calcolo.

Nel report sull’AI generativa, che molti non hanno ancora notato. Dal 31 agosto 2026 Search Console ha un report dedicato alla presenza del sito in AI Overviews e AI Mode, disponibile per tutti i siti. Qui il nuovo filtro ti dice quante volte il tuo sito è stato mostrato in una risposta generata dall’AI a una ricerca partita da un’immagine. È un tassello che mancava per misurare l’AIO, cioè la presenza nelle ricerche fatte con l’intelligenza artificiale di Google, soprattutto ora che le Panoramiche AI generano anche immagini.

Cosa vedi e cosa manca

Ricerca multimodale: ora Search Console

Qui c’è il dettaglio più importante, e quasi nessuno lo mette in evidenza: con il filtro multimodale non ci sono le query. La guida di Search Console lo scrive chiaramente: le ricerche multimodali partono quasi sempre da un’immagine, quindi non esiste un testo da mostrare, e la dimensione delle query non è disponibile quando selezioni questo tipo di ricerca.

Report RendimentoReport AI generativa
ClicSìNo
ImpressioniSìSì
CTR e posizione mediaSìNo
Pagine, paesi, dispositivi, dateSìSì
Query di ricercaNo, per il traffico multimodaleNo
EsportazioneSì, dal pulsante EsportaSì

Tradotto: sai quale pagina è stata trovata con un’immagine, da quale paese e da quale dispositivo, ma non cosa è stato fotografato. È comunque un salto enorme rispetto a prima, e con un po’ di ragionamento si arriva lontano: se una scheda prodotto riceve visite multimodali, quasi sempre qualcuno ha fotografato quel prodotto o uno molto simile.

Altre tre cose da sapere prima di mettersi ad analizzare:

  • L’API non lo distingue ancora. Nella documentazione dell’API di Search Analytics, aggiornata l’11 agosto, i tipi di ricerca selezionabili sono web, immagini, video, notizie, Discover e Google News: il multimodale non c’è. Chi usa Looker Studio o altri strumenti collegati via API, per ora, deve esportare i dati a mano dal report.
  • Parte dal 24 settembre. Sono dati nuovi: confrontare il periodo prima e dopo quella data non ha senso, perché prima questo traffico non veniva contato.
  • Se non vedi niente, non è un errore. Google scrive che le metriche compaiono solo se il sito riceve traffico da queste ricerche, e il rilascio è graduale.

E i profili YouTube, Instagram e TikTok?

In questi giorni sta girando l’idea che il nuovo report copra anche i profili social. Non è così, o almeno non è quello che dice Google. Sono due novità diverse, uscite a due mesi di distanza, e vale la pena tenerle separate.

Il 7 luglio 2026 Google ha lanciato le platform properties, un nuovo tipo di proprietà in Search Console per Instagram, TikTok, X e YouTube. Colleghi il tuo account e vedi come i tuoi post e video vengono trovati nella Ricerca e in Discover: un report Rendimento con clic, impressioni e termini di ricerca, un report Insights con le tendenze e i contenuti migliori, e una sezione con i traguardi raggiunti. È utilissimo per chi crea contenuti, anche senza un sito.

Il filtro multimodale invece è stato annunciato il 24 settembre per i report dei siti, e né l’annuncio né la guida alle platform properties dicono che valga anche per i profili social. Se col tempo arriverà anche lì lo vedremo, ma oggi non c’è niente di ufficiale.

Cinque analisi da fare subito

Appena il filtro compare nel tuo account, queste sono le cinque cose che guarderei, in quest’ordine:

  1. Quali pagine ricevono traffico multimodale. Ordina per clic con il filtro attivo. Di solito escono schede prodotto, pagine con foto originali, guide con immagini riconoscibili. È la mappa dei tuoi contenuti visivi che funzionano.
  2. Il confronto con le ricerche con testo. Apri lo stesso periodo con l’altro filtro e confronta CTR e posizione delle stesse pagine. Una pagina che rende molto meglio con le immagini che con il testo ti sta dicendo che la foto funziona più del titolo.
  3. I dispositivi. Guarda come si divide il traffico tra telefono e computer: ti dice se le persone ti trovano mentre sono in giro, con la fotocamera, o davanti al PC.
  4. I paesi. Le ricerche con immagine non dipendono dalla lingua come quelle scritte. Se vendi all’estero, qui potresti trovare mercati che dalle query non emergevano.
  5. Un’esportazione al mese. Visto che l’API non distingue ancora questo traffico, scarica i dati con il pulsante Esporta a fine mese e tienili in un foglio. Tra qualche mese avrai uno storico che nessuno strumento automatico ti avrebbe dato.

Come preparare le immagini del sito per la ricerca visiva

Misurare serve a poco se le immagini del sito non sono pronte per essere trovate. Le buone pratiche ufficiali di Google per le immagini non parlano espressamente di Lens, ma sono la base su cui Google capisce cosa mostra una foto e a quale pagina appartiene:

  • Foto originali e nitide. Google scrive che le immagini di qualità attirano più delle foto sfocate. Aggiungo io: la foto del catalogo del fornitore, identica su cento siti, difficilmente farà arrivare le persone da te.
  • Immagine vicino al testo che la spiega. Una foto in una pagina che parla proprio di quel prodotto o di quel luogo viene capita molto meglio di una foto messa lì per decorare.
  • Nome del file e testo alternativo descrittivi. lampada-ottone-da-tavolo.jpg invece di IMG00023.JPG, e un alt che descrive quello che si vede, senza riempirlo di parole chiave.
  • Dati strutturati. Per prodotti, ricette, eventi, attività locali e articoli, lo schema.org ha un campo immagine obbligatorio: compilarlo aiuta Google a collegare la foto alla scheda giusta.
  • Immagini vere, non sfondi. Google trova le immagini inserite con il tag <img>, non quelle messe come sfondo nel CSS. E se usi versioni diverse per telefono e computer, lascia sempre un’immagine di riserva.
  • Velocità. Le immagini sono spesso la parte più pesante della pagina: formati moderni come WebP o AVIF, dimensioni giuste e caricamento veloce.
  • Sitemap delle immagini per le foto che Google non riesce a trovare da solo, per esempio quelle caricate da script.

Cosa ne penso

Lavoro con siti e posizionamento da oltre dieci anni, e le ricerche con le immagini sono sempre state la parte che si poteva solo intuire. Sapevi che la gente fotografava i prodotti, lo vedevi nel comportamento dei clienti, ma nei dati non compariva. Adesso compare, e questo cambia il modo di decidere quanto investire nelle foto di un sito.

Il limite delle query mancanti è reale, ma non lo vedo come un problema grave: per una piccola attività la domanda utile è “quali pagine vengono trovate con una foto?”, non “quale foto esatta hanno fatto”. E la risposta a quella domanda è già lì. Quando analizzo un sito per la consulenza SEO e GEO, da oggi il filtro multimodale è una delle prime cose che apro, soprattutto per negozi, ristoranti e attività con prodotti fisici.

Il consiglio pratico, per chi non ha tempo: questo mese non cambiare niente, esporta i dati e guarda. Tra trenta giorni saprai se le immagini sono un canale per il tuo sito o no, e potrai decidere con i numeri invece che con le sensazioni.

Conclusione

Dal 24 settembre Search Console separa le ricerche partite da un’immagine (Google Lens, Cerchia e cerca, immagini caricate e Chrome) da quelle scritte, sia nel report Rendimento sia nel report sull’AI generativa. Vedi pagine, paesi, dispositivi e date, ma non le query, e per ora l’API non distingue questo traffico. I profili social sono un’altra novità, di luglio, con le loro proprietà dedicate.

Apri il report, attiva il filtro, esporta i dati una volta al mese e intanto sistema le immagini delle pagine che contano. È uno di quei casi in cui la misura arriva prima dell’ottimizzazione, ed è l’ordine giusto.

FAQ

Cos’è la ricerca multimodale?

È una ricerca che parte da un’immagine invece che da un testo: una foto scattata con Google Lens, un elemento cerchiato sullo schermo con Cerchia e cerca, un’immagine caricata nella Ricerca Google o cercata con il tasto destro in Chrome.

Dove trovo il filtro in Search Console?

Nel report Rendimento, nel filtro del tipo di ricerca in alto: la voce Web è divisa in ricerche con testo e ricerche multimodali. Lo stesso filtro c’è nel report sulle funzioni di AI generativa.

Perché non vedo le query delle ricerche con immagine?

Perché non esiste un testo da mostrare: queste ricerche partono da un’immagine. La guida di Search Console conferma che la dimensione delle query non è disponibile con questo filtro.

Il filtro vale anche per YouTube, Instagram e TikTok?

Google non lo dice. Per i profili social esistono dal 7 luglio 2026 le platform properties, con report propri per Instagram, TikTok, X e YouTube, ma l’annuncio del filtro multimodale riguarda i report dei siti.

Posso scaricare questi dati con l’API?

Per ora no in modo separato: l’API di Search Analytics non ha ancora un tipo dedicato alle ricerche con immagine. Puoi però scaricare i dati dal report con il pulsante Esporta.

Non vedo il filtro o i dati sono vuoti: è normale?

Sì. Il rilascio è graduale e i dati compaiono solo se il sito riceve visite da ricerche con immagine. Per molti siti di servizi il numero sarà basso o nullo, per negozi e siti con prodotti fisici di solito è più alto.

Come faccio a farmi trovare di più con Google Lens?

Con foto originali e nitide, messe vicino al testo che le spiega, nomi di file e testi alternativi descrittivi, dati strutturati con l’immagine compilata e pagine veloci. Sono le buone pratiche ufficiali di Google per le immagini.

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Fonti

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